LO SPAZIO CHE PARLA. CASA GAJANI – CASA D’ARTISTA

Presentazione

Il progetto che si presenta ha come oggetto e sede di svolgimento la Casa Gajani, oggi sede della Fondazione Carlo Gajani a Bologna. La Fondazione non ha scopo di lucro ma quello di tenere viva e di onorare la memoria dell'artista Carlo Gajani, non solo attraverso la valorizzazione delle sue opere in pittura e fotografia, ma offrendo promozione e sostegno in varie forme a giovani artisti, soprattutto nel campo della fotografia.

Le case d’artista trasformate in spazi espositivi non sono una novità. Ciò che è insolito in questo caso è che lo spazio non ha per nulla perduto il suo carattere domestico e “abitato”. La Fondazione Carlo Gajani, infatti, ha voluto che la propria sede, situata in quella che è stata per trent’anni l’abitazione e lo studio dell’artista, ne mantenesse, oltre alle opere esposte, l’aspetto e il carattere. In questo modo, la casa “parla” dell’artista, della sua personalità, dei suoi gusti, della sua concezione di spazio e colore. Parla e suggerisce riflessioni a chi la visita.

Carlo Gajani è un artista non facilmente collocabile nelle categorie tradizionali. Nato a Bazzano (dove il padre era segretario comunale prima di diventare, col sindaco Dozza, segretario del Comune di Bologna) studia al Liceo Minghetti e al Conservatorio e poi alla Facoltà di Medicina. Per quindici anni, dopo la laurea conseguita giovanissimo, è stato medico a tempo pieno e artista a metà, finché quest’ultima metà l’ha avuta vinta sull’altra. Abbandonata completamente una carriera professionale promettente e remunerativa, si dedica all’insegnamento di Anatomia artistica all’Accademia di Belle Arti, prima ad Urbino e poi a Bologna dove rimane per trent’anni. Agli inizi si esprime con incisioni (esposte anche alla XXXII e XXXVI Biennale di Venezia) e pittura informale. Da subito, però, la pittura, si intreccia alla, o è in qualche modo mediata dalla fotografia: nei nudi, nei ritratti, nelle scene tratte da vecchie immagini, proiettate e “riassunte” con tecnica puntinistica – acrilico nero su fondo giallo o bianco.

Dagli anni ’80 usa esclusivamente il mezzo fotografico: con un contrastato bianco e nero per i ritratti e per i nudi; col colore, per il paesaggio urbano delle metropoli americane (specialmente New York, di cui documenta per vent’anni lo stupefacente mutamente architettonico), e per le soffici, struggenti immagini della pianura padana di qua e di là del Po, oltre che per quelle che Gajani, appassionato viaggiatore, ha riportato dai paesi di tutto il mondo.

L’anatomia dei volti, dei corpi, e del paesaggio è stata l’Anatomia artistica che Gajani ha insegnato ai suoi studenti, coinvolgendoli direttamente in un lavoro collettivo ed entusiasmante.
Con il bianco e nero si conclude la sua produzione artistica: le vecchie dimore dell’Appennino, drammaticamente contrastate, che raccontano il ricordo dell’infanzia e insieme la consapevolezza di essere ormai giunto alla fine della vita.
Le sue opere sono state esposte in Italia, in Europa e negli Stati Uniti.

La proposta
Il progetto si rivolge a un gruppo di 10- 15 studenti di scuola superiore (licei, istituti d’arte, etc.) guidati da un docente e prevede una serie di esperienze finalizzate non solo alla conoscenza dell’artista, ma soprattutto, in una fase della vita in cui l’impegno principale è quello di definire se stessi, alla riflessione sul proprio spazio-identità realizzata attraverso il mezzo fotografico, eventualmente insieme a un breve testo scritto, e comunicata attraverso una Mostra.

Il punto di partenza è una *visita guidata a Casa Gajani* con l’illustrazione del percorso biografico e artistico dell’artista: dalla pittura alla fotografia.

Agli studenti, e a uno o più docenti, eventualmente interessati, si propone il seguente progetto da svolgersi in ambito scolastico:

  • 1. Elaborazione di un breve testo scritto sull’esperienza dell’incontro con Carlo Gajani, sugli elementi che hanno maggiormente interessato, gli stimoli, le curiosità e la riflessione sull’importanza di dare spazio e riconoscere un progetto artistico personale, ma anche potenzialmente professionale.
  • 2. Realizzazione di una serie di scatti fotografici (in digitale o analogico, a scelta) della propria stanza o più in generale di un proprio “spazio” personale, come luogo che comunica le proprie passioni e i propri interessi.
  • 3. Lezioni di fotografia di base (da valutare)
  • 4. Selezione e stampa (a spese della Fondazione) degli scatti più significativi, fatta dal docente di riferimento del progetto all’interno della scuola e dal consulente per la fotografia della Fondazione Gajani.
  • 5. Mostra fotografica, in uno spazio della scuola, degli scatti selezionati accompagnata da testi /didascalie di accompagnamento, elaborati con l’insegnante referente per il progetto. Il punto di partenza potrà (ma non necessariamente) essere l’incontro con l’arte di Carlo Gajani e un ragionamento sul valore della “passione“ individuale e di un progetto personale per realizzarla.
  • 6. Una selezione più ristretta degli scatti migliori, selezionati come sopra, sarà esposta in una Mostra fotografica aperta al pubblico presso Casa Gajani.
  • 7. La Fondazione pubblicherà nel proprio sito (www.fondazionecarlogajani.it), gli scritti migliori e una selezione delle immagini fotografiche.