Carlo Gajani - Nasce la colpa, acquaforte 1963

Nasce la colpa, acquaforte 1963

Carlo Gajani - Gordon prigioniero, acquaforte 1964

Gordon Prigioniero, acquaforte 1964

...quando la vicenda artistica di Gajani inizia, nei primi Sessanta, certo egli si affida a un mezzo classico e tradizionale, ma non si tratta del pennello...bensì della punta con cui si incide una lastra, o se ne scalfisce via lo strato di cera per consentire che la morsura dell’acido vi apra un solco... Forse quello è stato l’unico momento in cui egli si è valso delle conoscenze insite nella professione medica, seppure non amata e ormai sul punto di essere gettata alle ortiche... quel certo panorama di schermi per radiografie, di aste metalliche, di bracci di sostegno, insomma la varia diavoleria utensilistica che si incontra comunemente in un gabinetto medico, gli era utile per mettere un freno alla mollezza di specie informale...

Renato Barilli
Catalogo Mostra Antologica, Bologna 2010, pagina 7

Carlo Gajani - Donna sdraiata, serigrafia 1966

Donna sdraiata, serigrafia 1966

Carlo Gajani - Donna sulla poltrona, serigrafia 1966

Donna sulla poltrona, serigrafia 1966

Carlo Gajani - La donna del lago, acrilico su tela 1964

La donna del lago, acrilico su tela 1964

L'"eterno femminino" è per Gajani stimolo, impulso, motore creativo. Eppure quello che ne consegue è un nudo "scuoiato a rasoiate d'ombra" (Bonfiglioli 1968), l'immagine è vuota, c’è senza esserci, non rivela alcuna identità plausibile se non quella della forma che in negativo si fa evanescente...

Roberto Pasini
Catalogo Mostra Antologica, Bologna 2010, pagina 19

Carlo Gajani, "La pittura in prima persona"

...Ho riacquistato piacere a dipingere, partendo da immagini precostituite, ma quali immagini? Quelle che, per qualche motivo hanno un referente affettivo che mi riguarda. Quelle che portano tracce di apparizione in cui posso vedere il segno di un fantasma che mi interessa: una piega in una gonna svolazzante, la faccia di mio prozio Natalino, una vecchia automobile...
...Penso a tutte queste foto di gente in posa: mettersi in posa non è già fare un gesto che ti mette nell’immaginario? E allora queste foto che studio e manipolo non sono già in sé un'apparizione di immaginario? Tutto il loro carattere documentario si riduce al fatto che gli abiti, le pose, le circostanze ufficiali in cui vengono scattate sono figurazioni di identità prefissata, dentro a cui viene messa una faccia, una persona...

"L'Arte affetuosa" (a cura di Carlo Gajani)
Numero monografico, Iterarte 17, 1979

Carlo Gajani - Senza titolo, acrilico su tela 1977-79

Senza titolo della serie Gli Antenati
acrilico su tela 1977-79

Carlo Gajani - Senza titolo, acrilico su tela 1977-79

Senza titolo della serie Gli Antenati
acrilico su tela 1977-79

...Che Gajani non solo non abbia inteso arrendersi alla fotografia tradizionalmente intesa, ma al contrario l'abbia sempre contrastata, risulta chiaramente da un suo passo successivo. Dopo aver condotto la rappresentazione per vie piatte, sintetiche, a grandi sagome o silhouettes, nei primi anni Settanta Gajani passa alla via opposta, al sistema di tocchi minuti e divisi teorizzato da Georges Seurat... in uno spolverio di minute notazioni cromatiche ...Andò a frugare nei vecchi tesoretti di famiglia, in ritratti di antenati, in visioni del buon tempo antico o in documenti di taglio sociale e politico, essendo ben sicuro che la tecnica fondata su un diradamento dei tocchi li avrebbe resi del tutto inoffensivi, privandoli di ogni possibile potenziale retorico, anche se di buona lega.

Renato Barilli
Catalogo Mostra Antologica, Bologna 2010, pagina 10

Carlo Gajani - Autoritratto, acrilico su tela 1975

Autoritratto
acrilico su tela 1975

Carlo Gajani - Pier Paolo Pasolini, acrilico su tela 1975

Pier Paolo Pasolini
acrilico su tela 1975

Carlo Gajani - Alberto Moravia, acrilico su tela 1975

Alberto Moravia
acrilico su tela 1975

...Gajani inizia fotografandosi. Poi proietta la diapositiva (scelta dopo una lunga selezione) sulla tela preparata a gesso bianco e nell’arco di una seduta ininterrotta,... porta a termine una pittura che affonda il suo volto in una bituminosa sopravvivenza del nero contrapposto al bianco più sottrattivo che si conosca: "in quell'assenza mi ritrovo" è la sua lapidaria ed esemplare affermazione finale (Gajani 1975). C’è solo la fronte e il naso, bianchi abbacinati, mentre il resto è notte, e in particolare proprio gli occhi che per lui sono il faro della ricerca...

Roberto Pasini
Catalogo Mostra Antologica, Bologna 2010, pagina 20

...nella stupenda galleria di ritratti – (iniziata negli anni Settanta)... si dimostra ancora una volta quanto in definitiva (Gajani) sia stato per l'intera sua carriera renitente all'imperativo di un approccio fotografico con la sua propensione a darsi come specchio fedele della realtà. Qui invece interviene una falcidia implacabile della realtà, cadono inesorabilmente tutti i contenuti interni ai volti,... i tratti veramente caratterizzanti emergono a nudo... i profili si rendono massimamente eloquenti...

Renato Barilli
Catalogo Mostra Antologica, Bologna 2010, pagina 11